chi siamo imm sup

Essere Volontario. Sentirsi Volontario. Da dentro, per convinzione, con convinzione.

Come si risponde a chi ci chiede: perché? Semplicemente non si risponde. Non c’è una risposta. Perché non dormi per un numero esagerato di ore? Perché affronti l’incendio con caparbietà e sacrificio e non te ne vai finchè non è del tutto spento? Perché sali su un’ambulanza e distribuisci sorrisi e rassicurazioni? Perché lasci tutto e vai dove c’è stato qualcosa che ha devastato non solo le cose ma ancor di più le anime, dove sai che troverai solo dolore, morte e rovine? Perché?

Non siamo capaci di rispondere a queste domande, ogni risposta appare banale, non calata nella realtà. Lo fai. Per poi scappare via e portarti appresso la consapevolezza di aver contribuito con la tua goccia a comporre un oceano che si chiama solidarietà, sia se hai fermato il fuoco che brucia il nostro verde, che se hai portato via del fango da una casa o che hai sostenuto chi ha subito un terribile sisma che si è portato via tutto, compresi i ricordi di una vita.

Eccoci, noi siamo questo. “Persone” mosse dalla voglia di fare, di essere, con la nostra storia, la nostra vita, le nostre capacità, per fare un tratto di percorso insieme a  chi in quel momento ha una qualsiasi necessità. Questo è il nostro essere Volontari.

Dobbiamo tornare molti anni indietro, siamo infatti negli anni ’80) per iniziare a parlare del nostro Volontariato. Oltre trenta anni fa tutto iniziò con la passione del C.B. (City Band – un sistema di comunicazione attraverso radiofrequenze): prestavamo assistenza e soccorso a camionisti e automobilisti. Ci aiutavamo tra noi per risolvere ogni tipo di problema; attraverso la radio comunicavamo ciò che era necessario, per contrastare il fuoco, la piccola discarica abusiva, l’incidente stradale. L’esigenza di chiunque si trovasse in un momento di difficoltà. Qualunque fosse la richiesta d’aiuto non si ci pensava molto, si interveniva e basta, senza orari e senza limiti. Si faceva quello che era possibile fare nell’immediato, per non far mancare mai un sostegno, un aiuto, anche solo una presenza, un sostegno, un sorriso. Ecco questo può far capire lo spirito che muove il Volontariato. Successivamente siamo riusciti a coinvolgere altre persone che avevano voglia di “partecipare” cioè essere partecipi, esserci, fare…. gratuitamente, spontaneamente, con grande disponibilità, perchè allora si interveniva con mezzi, attrezzature, abiti propri. Fronteggiavamo l’incendio con le nostre pale, i vestiti di tutti i giorni , le nostre auto. E quante coppe dell’olio sono saltate…

Malboro, Minni, Rasotera, Gabbiano, Mamma Rai, Apollo, Cina, ecc. questi i nomi che usavamo in frequenza e con questi nomi ci conoscevamo e ci incontravamo su un incidente stradale in attesa dei soccorsi, su un principio di incendio boschivo, nella ricerca di scomparsi.

Lungo il nostro percorso, nel tempo, abbiamo avuto modo di capire che era ormai indispensabile fare riferimento ad un’organizzazione, per essere tutelati, per avere maggiori disponibilità, e capacità d’intervento. Per questo ci siamo aggregati con il nostro gruppo di “amici” Volontari alla FVRS - Federazione Volontari Radio Soccorso, fondata da un entusiasta trascinatore come Dino De Bonis, nella quale abbiamo avuto modo di incontrare e confrontarci con tante altre realtà, simili alla nostra, con ulteriori bagagli di esperienze.  Una grande famiglia con diverse estensioni nelle provincie di Roma e Frosinone, attraverso la quale siamo entrati nel grande e variopinto mondo del Volontariato di Protezione civile. Incontri, persone, esperienze, scambi di esperienze e anche di disponibilità. Paolo, Carmelo, Mauro, Antonio e tanti altri…. Ognuno con il proprio essere per rispondere all’esigenza di “essere” di esserci, di dare un pezzetto di sé per sentirsi partecipi.

Dalle riunioni che si tenevano dentro i garage o in casa o dove capitava ad oggi sono cambiate molte cose.

Oggi siamo passati ad un’altra realtà, siamo entrati a far parte dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo Volontariato e Protezione Civile un’Organizzazione riconosciuta dal Dipartimento di Protezione Civile, la quale oltre ad avere più rilevanza a livello nazionale, ci ha permesso di essere più professionali, perché tenuti a frequentare corsi di formazione e addestramento che ci aiutano ad affrontare le varie emergenze, tra cui ad esempio: corsi di Antincendio boschivo tenuti dal Corpo Forestale dello Stato, di B.L.S.D tenuti da medici professionisti, di guida fuoristrada e per guidare mezzi speciali attrezzati con lama sgombraneve, spargisale, mezzi movimento terra tenuti principalmente dalla Provincia di Roma, oltre al programma “Terremoto io non rischio” tenuto al Dipartimento della Protezione civile, o come affrontare l’emergenza ed i post traumi tenuto da psicologi specialisti nella gestione dello stress.

Tanti altri ne seguiranno nel tempo; periodicamente istruiamo i nuovi iscritti con corsi per attività antincendio e tutte le altre attività, come ad esempio usare le attrezzature che abbiamo in dotazione. Perchè oggi abbiamo tante attrezzature e macchine, tra cui lama spazzaneve, spargisale, torre fari con gruppo elettrogeno carrellato,idrovora carrellata, carrello appendice, gazebo, fuoristrada Land Rover, motoseghe, sramatore  telescopico ecc ……

Nel corso degli anni siamo intervenuti in molti eventi, ovunque siamo stati presenti ci siamo impegnati a dare il meglio, il nostro meglio: San Possidonio, Carpi, L’Aquila, San Giuliano, Lago di Bracciano, ricerche di dispersi in montagna. A Gerano, tra i primi a intervenire, abbiamo costruito un ponte con i tecnici della Regione per far arrivare roulottes, tende e attrezzature per la popolazione ed i Volontari intervenuti. Siamo stati presenti sul lago di Bracciano in occasione della ricerca e purtroppo del ritrovamento di un contadino travolto da una tromba d’aria. Eravamo a San Giuliano in seguito al crollo della scuola per la ricerca dei 27 Angeli scomparsi con la loro Maestra. Siamo sempre presenti ogni volta che qualcuno non ritrova la via del ritorno dopo essersi avventurato sulle nostre montagne, come un ragazzo autistico a monte Pellecchia, i dodici scouts  alla Madonna di Ronci, l’anziano allontanatosi dalla casa di cura gli Annali, due bambini sul monte Livata, un signore di Vicovaro  che era andato per funghi, ritrovato col femore rotto, l’elicottero con i Vigili del fuoco e un Volontario alzatosi in volo per individuare due dispersi in montagna, caduto nel nostro territorio, ritrovato purtroppo da uno dei nostri Volontari, Fiorenzo, una delle colonne portanti della  nostra Associazione.

Le esperienze vissute non si cancelleranno mai dai nostri cuori e dalle nostre menti. Tra queste ad esempio il nostro contributo per migliorare le condizioni degli abitanti dell’Aquila e dell’Emilia: la disperazione, il dolore, l’incredulità, la paura che abbiamo visto negli occhi di queste persone, o l’aiuto portato con vestiario e alimenti al popolo di Assisi dopo il terribile terremoto che ha compreso parte dell’Umbria e delle Marche. Momenti, situazioni emozioni che non sarà possibile perdere.

Una parte importante della nostra attività la svolgiamo nelle scuole, nell’ambito di un bellissimo progetto di tutela ambientale ideato dal “nostro” Paolo, perché riteniamo molto importante  l’educazione al mantenimento dell’ambiente da trasmettere al nostro futuro: i nostri bambini. Portiamo nelle classi animali e piante presenti nel nostro territorio, oltre alla nostra esperienza di Volontari e di cittadini partecipi. Poi accompagniamo i bambini  a passeggiare in montagna, a vedere dal vivo quello di cui abbiamo parlato e che avevamo visto in foto ed è certamente molto appagante vedere lo stupore negli occhi di un bambino impegnato nella scoperta di nuove realtà che sono presenti a pochi passi dai luoghi ove vivono con le famiglie. Ogni anno programmiamo poi le prove di evacuazione in caso di pericolo in tutti i plessi scolastici, dalla materna alle medie.

Partecipiamo poi ad iniziative del WWF lungo l’Aniene, per verificare la “salute“  del nostro fiume,  di Lega ambiente con “puliamo il mondo” ed altro.

 Al Volontario non si riconosce nulla. Non si deve riconoscere nulla, perché questa è la vera e unica essenza dell’essere Volontario. È bello incontrare uno sguardo riconoscente e un abbraccio, ascoltare un fugace “grazie” da chi ha avuto un momento di necessità ed ha ricevuto assistenza ed incoraggiamento. Quel “grazie” o quel bicchiere di acqua fresca dopo aver spento un incendio e magari avere risparmiato anche un solo albero, quell’abbraccio o quella pacca sulla schiena sono la paga del Volontario. Questo è “essere” Volontari.

Questa è in breve la nostra storia, che speriamo possa essere utile a chi vuole entrare a far parte della nostra bella famiglia; una famiglia un po’ allargata, visto che a Vicovaro siamo in 20, nel Lazio siamo oltre 500mila e in tutto il nostro Paese siamo oltre un milione e mezzo.

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie